Schema di deliberazione del CIPE recante nuove modalità
procedurali in materia di contratti di Programma.
Doc. 639, Governo.
(Esame e conclusione).
La Commissione inizia l'esame dello schema di deliberazione in titolo.
Cosimo CASILLI (PD-U), relatore, premette che lo schema di
deliberazione approvato dal CIPE nella seduta del 21 dicembre 2000 definisce le
nuove modalità in materia di contratti di programma.
Lo schema di
deliberazione, modificando quanto previsto dalle precedenti delibere,
attribuisce a Sviluppo Italia lo svolgimento delle attività relative
all'istruttoria ed alla gestione dei contratti di programma, attualmente
espletate dal dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione del ministero
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
In particolare
evidenzia che vengono attribuite a Sviluppo Italia le competenze relative alle
fasi di istruttoria, valutazione e selezione, redazione dello schema
contrattuale, stipula del contratto e controllo sulla sua attuazione. Resta
invece ferma la competenza del CIPE per quanto riguarda l'approvazione con
propria deliberazione, del contratto di programma.
Tale riforma risponde
all'esigenza di snellire le procedure, attribuendone la gestione ad una
struttura decentrata specializzata.
Il trasferimento a Sviluppo Italia delle
attività di gestione dei contratti di programma sarà operativo con decorrenza
dalla data di pubblicazione della delibera per quanto riguarda i comparti
agricolo, agro-industriale e forestale, della pesca marittima e
dell'acquacoltura; al contrario per gli altri comparti (attività produttive,
turismo) la gestione sarà trasferita entro il primo semestre 2001. Ritiene
opportuno estendere al settore del turismo la decorrenza del trasferimento dalla
data di pubblicazione della delibera.
Per ciò che concerne i contratti di
programma che esulano dagli accordi quadro, ritiene opportuno un coinvolgimento
non solo delle regioni, ma anche degli enti territoriali, che potrebbero
apportare un valido contributo facendo valere gli interessi delle rispettive
popolazioni. Del resto, una maggiore pluralità di soggetti coinvolti, seppur
solo sul piano consultivo, potrebbe essere favorevole ad una maggiore crescita
del Mezzogiorno.
Tutte le altre modifiche introdotte non possono che essere
condivise, andando nella giusta direzione di una maggiore efficienza.
Antonio BOCCIA (PD-U) condivide sostanzialmente le osservazioni del relatore,
ma ritiene che il trasferimento dell'attività di gestione dei contratti di
programma a Sviluppo Italia richiederebbe una espressa quantificazione del
corrispettivo attribuito a tale società. Difatti la delibera sarebbe
eccessivamente generica per quanto riguarda il compenso a Sviluppo Italia,
lasciando una eccessiva discrezionalità alla specifica convenzione da stipularsi
tra tale ente e il servizio programmazione negoziata del dipartimento per le
politiche di sviluppo e coesione del Ministero del tesoro, non risultando in
particolare precisata la provenienza delle risorse finanziarie a ciò destinate.
Ravvisa una certa contraddizione nell'articolato della delibera per il fatto
che, da una parte, si rinvia alla convenzione la disciplina delle modalità di
svolgimento del complesso delle attività trasferite, mentre, dall'altra, si
unisce alla delibera l'allegato 1, formulando in maniera molto dettagliata
disposizioni relative alle procedure, all'istruttoria, al controllo e
all'erogazione dei contributi, in modo da prefigurare di fatto lo schema delle
convenzione.
Inoltre lo schema di delibera manca di considerare la questione
relativa all'affidabilità
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dei soggetti richiedenti sotto il profilo della gestione delle risorse
pubbliche. Andrebbe invece previsto in sede di istruttoria una espressa verifica
della solidità e dell'affidabilità di tali soggetti, in particolar modo
considerando se siano già stati in precedenza destinatari di finanziamenti
pubblici e l'esito degli investimenti e delle iniziative attuate tramite tali
investimenti.
Osserva anche che, nel presentare il progetto, il richiedente
dovrebbe indicare espressamente l'area di realizzazione dell'iniziativa.
Ritiene eccessivo prevedere per la sola fase del progetto di massima un
termine di 180 giorni. Se si considerano anche le fasi successive, fino al
provvedimento definitivo, si ha il quadro di una procedura troppo lenta e
burocratica che rischia di penalizzare le imprese richiedenti, con negative
ricadute sul piano occupazionale e della competitività del sistema paese.
I
tempi per le fasi successive al programma di massima sono indefiniti. In tal
modo si rischierebbe una eccessivo protrarsi dell'istruttoria, facendo venir
meno vanificando l'esigenza di tempi certi. Propone la fissazione di un termine
perentorio finale per l'emanazione del provvedimento definitivo.
Il sottosegretario Bruno SOLAROLI, replica che in realtà il CIPE ha tempi di
gestione molto rapidi.
Antonio BOCCIA (PD-U), ricorda che, con un recente provvedimento, la
società privata Europrogetto Finanze, del cui capitale sono sottoscrittori
banche di primario livello, è stata incaricata di collaborare con le regioni e
gli enti locali per una corretta utilizzazione dei fondi strutturali. Con la
delibera in esame, che trasferisce a Sviluppo Italia la gestione degli accordi
di programma, si rischia di creare una duplicazione e sovrapposizione di ruoli,
con uno spreco di risorse e un ritorno alla «burocratizzazione» del settore.
Cosimo CASILLI (PD-U), relatore, riferendosi ad una delle osservazioni
del deputato Boccia, afferma di aver dato per presupposto il fatto che
l'istruttoria fosse in grado di verificare l'affidabilità dei soggetti
richiedenti e l'eventuale pregressa percezione di finanziamenti pubblici.
Difatti i soggetti richiedenti devono presentare i bilanci degli ultimi 5
esercizi, da cui si potrebbero evincere le informazioni utili per la valutazione
in questione. Tuttavia si dichiara disponibile a suggerire un'eventuale
introduzione nel testo della delibera di una espressa previsione volta alla
valutazione dell'affidabilità e dell'esito della gestione di precedenti
finanziamenti pubblici.
Quanto alla durata dell'istruttoria e all'eventuale
fissazione di termini espressi per ogni singola fase, ritiene che la previsione
di termini meramente ordinatori non cambierebbe la sostanza delle cose. Del
resto la società Sviluppo Italia ha sinora maturato una notevole esperienza
nella valutazione dei progetti, ciò che dà garanzia di una istruttoria rapida e
affidabile.
Il sottosegretario Bruno SOLAROLI, ritiene degne di rilievo le osservazioni
espresse, che non possono che migliorare la qualità della delibera.
In
merito a quanto affermato dal relatore, osserva che in realtà non si può
preventivare con certezza il momento della data di pubblicazione della delibera,
essendo coinvolti molteplici enti. Per il settore del turismo sarebbero già
disponibili le risorse finanziarie, una organizzazione collaudata e l'esperienza
perché il trasferimento avvenga entro il primo semestre 2001. Al contrario, per
il comparto agricolo, pur disponendo delle necessarie risorse di una collaudata
organizzazione, l'effettiva operatività dei comparti di programma è condizionata
dall'approvazione della nuova normativa comunitaria sugli aiuti di Stato.
Relativamente al maggior coinvolgimento degli enti territoriali nei
contratti di programma che esulano dagli accordi quadro, comunica che
inizialmente l'orientamento della conferenza Stato-regioni si era dimostrato
sostanzialmente
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negativo sullo schema di delibera, con la motivazione si rischiava di
vanificare - o quantomeno ostacolare - le procedure già in corso e che sarebbe
inopportuno intervenire con una riforma di tal genere in una fase in cui
l'ulteriore regionalizzazione basata sul decreto legislativo n. 112 del 1998 non
è ancora a regime. In seguito, dopo le assicurazioni e i chiarimenti del
rappresentante del Governo sul fatto che la nuova delibera CIPE non avrebbe
inficiato l'effettiva e operativa attribuzione alle regioni delle funzioni ai
sensi del decreto legislativo succitato, la conferenza Stato-regioni si è
orientata positivamente sul provvedimento in esame. Pertanto, un eventuale
potenziamento del ruolo degli enti territoriali rischierebbe di creare un
contenzioso con le regioni, che, non si deve dimenticare, costituiscono
l'effettivo interlocutore diretto e primario. Per quanto riguarda invece l'onere
relativo al compenso alla società Sviluppo Italia, si potrebbe indirettamente
ricavare dal contenuto e dalla conseguente prassi inerente alla legge n. 488 del
1992.
Concorda sostanzialmente con le affermazioni del deputato Boccia sulla
previsione di tempi troppo dilatati per l'esame del progetto di massima, ma non
ritiene che vada introdotto un termine perentorio per la decisione conclusiva,
che rischierebbe di vanificare l'iter istruttorio. Ricorda che la delibera del
CIPE del 1999 destinava circa 1.000 miliardi ai contratti d'area trascurando gli
accordi di programma, per la cui attuazione mancavano conseguentemente le
necessarie risorse.
Al contrario, la delibera CIPE del 15 febbraio 2000 ha
destinato 900 miliardi alla stipulazione di accordi di programma, che però si
sono potuti utilizzare a decorrere dal 12 luglio dello stesso anno, all'atto
dell'acquisizione del nulla osta comunitario. Da tale data sono stati approvati
già dodici accordi di programma, anche grazie al cofinanziamento delle regioni.
Ulteriori risorse finanziarie saranno rese disponibili dall'esaurimento degli
accordi del 1998, poiché ci potrebbero essere revoche di concessioni ed esuberi
di risorse alla realizzazione dei progetti.
Evidenzia che la specifica
convenzione deve mantenersi nell'ambito delle risorse messe a disposizione per i
contratti di programma.
Antonio BOCCIA (PD-U) replica che, per una maggiore trasparenza e garanzia,
occorrerebbe distinguere le risorse destinate al corrispettivo di Sviluppo
Italia per le attività istruttorie e di gestione svolte su incarico del
Ministero del testo da quelle destinate direttamente agli interventi e ai
progetti.
Cosimo CASILLI (PD-U), relatore, formula la seguente proposta di
parere:
«La Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,
esaminato lo schema di
deliberazione concernente le nuove modalità procedurali in materia di contratti
di programma, approvato dal CIPE nella seduta del 21 dicembre 2000;
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
a) con riferimento ai contratti di
programma non rientranti nell'ambito degli accordi quadro, sia valutata, in
termini generali, l'esigenza di individuare forme e modalità per un adeguato
coinvolgimento, oltre che delle regioni, anche degli enti locali interessati;
b) in ordine al punto 2 della delibera, relativo alla convenzione da
stipularsi tra il Servizio Programmazione negoziata del DPS e la società
Sviluppo Italia per disciplinare le modalità di svolgimento delle attività
affidate a quest'ultima, si consideri la necessità di prevedere espressamente
che i compensi da erogare alla società in questione quale corrispettivo per le
attività in argomento debbano essere compresi nell'ambito delle risorse
complessivamente
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stanziate per i contratti e che, nell'ambito di queste ultime, debba essere
espressamente indicata la quota parte delle medesime da stanziare a titolo di
corrispettivo;
c) in relazione all'allegato I allo schema di
provvedimento, recante le modalità per l'attuazione dei contratti di programma,
e con specifico riferimento alla fase della valutazione del progetto di massima,
si consideri l'esigenza di introdurre, tra gli elementi per la valutazione dei
progetti: 1) l'acquisizione di informazioni in merito ai contributi
pubblici dei quali il richiedente abbia già avuto titolo ad usufruire ed
all'utilizzo dei medesimi da parte del medesimo; 2) l'indicazione, a cura
del proponente, dell'area geografica nel cui ambito si intenda localizzare
l'attività di interesse;
d) sempre con riferimento alla fase della
valutazione del progetto di massima, si valuti la necessità di fissare entro
termini assai più contenuti la durata massima della fase medesima, attualmente
fissata in 180 giorni dalla ricezione del progetto, e, più in generale, si
consideri l'opportunità di individuare termini specifici per ciascuna delle fasi
nelle quali si articola il procedimento di approvazione degli schemi
contrattuali, ivi compresa la fase conclusiva di competenza del CIPE».
La Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 12.15.