COMUNICATO

 

Concluso il G8 rimangono le polemiche, le strumentalizzazioni, le facili morali ed i luoghi comuni.   Gli Argonauti esprimono la loro posizione sul merito.

 

Sono trascorsi ormai alcuni giorni dalla fine del G8 e, abbassati i toni, stemperate le polemiche, possiamo e dobbiamo esprimere alcuni pensieri e riflessioni, certi di non esserne più coinvolti emotivamente.

Noi, gli Argonauti, quali operatori di Polizia, facenti parte delle Forze dell’Ordine, coinvolti in prima persona ed in prima linea nei fatti di Genova, vorremmo con la presente esternare i nostri pensieri in merito ai fatti accaduti durante il G8.

Il primo di questi va doverosamente al collega Carabiniere travolto dall’evento che certamente più ha calamitato l’attenzione dei Media nei giorni scorsi, durante ed immediatamente dopo la convention di Genova.

La morte del giovane manifestante é stata in più modi e da più parti strumentalizzata, anche dalla stessa schiera dei dimostranti ufficiali, le cosiddette Tute Bianche.

Le Forze dell’Ordine, servitrici dello Stato, tutori dell’Ordine Pubblico e della Tranquillità Sociale, in questi giorni sono state continuamente tacciate di far uso di violenza gratuita, di interpretare una ideologia di Governo anti-manifestanti, anti-democratica, strumento di violenza assassina.

Noi respingiamo sdegnosamente queste accuse.

Coloro i quali hanno premeditatamente organizzato tafferugli, minuziosamente pianificato i disordini e le devastazioni non possono essere accettati alla tavola rotonda del dialogo e dello sviluppo democratico di una società civile.

E’ fuori di dubbio che una minoranza di facinorosi, specialisti di guerriglia urbana, abbia deliberatamente catalizzato l’attenzione dell’Opinione Pubblica verso una nuova strategia della tensione, mirata ad ottenere più il fallimento dell’evento G8 che il sostegno, la diffusione e la pubblicizzazione delle idee anti-globalizzazione, riconosciute in tutto il mondo civile degne di attenzione e necessitanti di sviluppo dialettico.

La particolare e difficile struttura urbanistica della città di Genova non ha potuto semplificare né i controlli preventivi né l’isolamento delle frange più estremiste dei manifestanti.

Non possiamo non esternare il nostro cordoglio alla famiglia del giovane scomparso rammaricandoci di non aver potuto (o saputo) prevedere anche gli atti di violenza più rilevanti posti in essere dalle frange estremiste delle Tute Nere che hanno, di fatto, coinvolto anche manifestanti a loro estranei in una, purtroppo, prevedibile logica del “branco”.

Non possiamo non comprendere lo stato d’animo del collega Carabiniere che, in un contesto di vera guerriglia urbana, nell’imminenza di un probabile linciaggio o eventuale sequestro di persona, travolto da eventi e circostanze enormemente troppo grandi per i suoi vent’anni, ha reagito con l’arma di ordinanza spegnendo senza volerlo - ne siamo certi – una giovane vita umana.

Al collega esprimiamo  incondizionata solidarietà e comprensione.

Né può sottacersi l’evidente connubio emerso tra le frange più violente ed estremiste dei dimostranti con alcuni gruppi di colombe bianche, come dimostrano ampiamente i risultati delle perquisizioni di polizia giudiziaria effettuate durante la notte tra sabato 21 e domenica 22 nelle scuole che ospitavano i giovani manifestanti “ufficiali”.

Plaudiamo la coerenza e la fermezza del Governo e di tutti gli esponenti di Partiti ed Associazioni di varia connotazione politica che hanno strenuamente difeso sia il giovane collega Carabiniere che la totalità delle Forze dell’Ordine per l’impegno, lo spirito di sacrificio, l’abnegazione profusi per tutta la durata del Summit, anche a discapito della propria incolumità, a sostegno di tutti i cittadini che credono in una società civile e democratica.

Ci rimettiamo fiduciosi all’operato che la competente Magistratura svolgerà nell’accertamento delle responsabilità penali e nell’accertamento della dinamica della tragedia verificatasi, tenendo giustamente conto di tutto il contesto nel quale la stessa si é consumata, attribuendosi la terzietà che Le é propria al riparo da qualsiasi strumentalizzazione di sorta.