LETTERA APERTA
L’altro giorno le mie
bambine mi hanno posto una serie di domande alle quali non ho saputo
rispondere: “Papà perché devi andare a lavorare così distante da noi? Quando
torni a casa con noi?
Domande che
hanno fatto scattare in me una serie di riflessioni che portano esclusivamente
ad una unica risposta: io, la mia famiglia, le mie bambine, i miei anni di
servizio, la mia vita è diversa da altri colleghi! Si proprio così è tutto
diverso. Tutto di serie B, di seconda serie.
Spiego come sono
giunto a questa conclusione.
Dopo 14 anni di servizio,
spinto dall’ambizione di una crescita personale e professionale (credo
necessaria per chi crede nel lavoro che fa), partecipo al concorso per
l’accesso alla qualifica di Vice Sovrintendente della Polizia di Stato
riservato ad Agenti, Assistenti ed Assistenti capo, questi ultimi con una
graduatoria a parte. Riesco a superare il concorso, ma purtroppo la mia
ignoranza sulla cultura è grande e, visto che non sono riuscito ad indovinare
una delle domande di cultura generale presente nel quiz e di fondamentale
importanza per il lavoro che faccio, sono stato punito!
Si proprio punito! Infatti i
punti che ho perso sbagliando questa risposta mi hanno fato scivolare nella
graduatoria provinciale al decimo posto e quindi, su 8 posti disponibili, ho
perso la sede di servizio.
L’importante
domanda era: “CHE COS’È ALCANTARA?”; e le risposte: “UN LAGO DELLA CAMPANIA, UN
MONTE DELLA CALABRIA O UN FIUME DELLA SICILIA”. Incredibile la mancanza vero!? (ve lo dico, non vi lascio col
fiato sospeso o non vi mando a cercare nell’enciclopedia: è un piccolo fiume
della Sicilia).
Lo so, punito è
un po’ troppo, del resto è stata una scelta mia quella di accettare comunque di
perdere la sede di servizio.
Così, con molta
sofferenza e sostenuto da mia moglie, il 27 novembre 2000 inizio a frequentare
il 17° corso tecnico-professionale per l’accesso alla qualifica di Vice
Sovrintendente della Polizia di Stato. Dopo più di 5 mesi di corso arriva il
momento della scelta da fare in meno di 24 ore: la nuova sede è a 530 km da
casa! Si proprio a 530 km dalla famiglia, dagli affetti più cari e dalla
propria vita. Che fare? (Possibile che tra queste due sedi non ce n’era una più
vicina per un padre di famiglia con due figlie e 15 anni di servizio sulle
spalle?).
Spinto da una
forte determinazione di mia moglie (le donne hanno un coraggio incredibile),
dalla storia dei corsi precedenti ( i colleghi che hanno perso la sede sono
stati fuori solo alcuni mesi, ad esempio i colleghi del 16° corso sono
rientrati in sede dopo 7 mesi), ma soprattutto con la consapevolezza di non
gettare al vento i mesi di corso e l’opportunità che mi si era presentata,
decido allora di accettare.
Naturalmente i
sindacalisti che rappresentano il mio sindacato (sono iscritto al S.I.U.L.P.
da 18 anni, di cui molti passati anche
a rappresentare altri colleghi) non intervengono a sostenere quei pochi
colleghi che vanno a lavorare fuori sede solo perché hanno deciso di “fare carriera”
(ne erano consapevoli), anche perché, in quel momento storico del corso, tutti
i frequentatori lottavano per il riconoscimento che era stato dato ad altri
colleghi (un decreto legislativo ha deciso infatti che i frequentatori dei
corsi di Vice Sovrintendenti dal 1° al 14° siano inquadrati nel ruolo degli
Ispettori, quelli dal 15° al 17° nel ruolo dei Sovrintendenti insieme agli
Assistenti Capo con la qualifica di Ufficiali di P.G.), i quali avevano fatto
le mie identiche scelte e seguito il mio stesso iter: concorso e corso. Certo
una posizione netta del sindacato avrebbe sicuramente scatenato una serie di
malcontenti che avrebbero condizionato le scelte del sindacato stesso.
Premetto di non
aver nulla contro gli Assistenti Capo, ma sicuramente la loro storia è diversa
dalla mia e di molti altri colleghi che come hanno frequentato i corsi 15, 16 e
17.
Quindi inizio
questa nuova avventura professionale con molta amarezza per tutto quello che mi
è capitato (a 530 km da casa per poi ritrovarmi nella qualifica di fatto degli
ex Assistenti Capo Ufficiali di P.G.), ma anche con molta determinazione e
voglia di fare.
La legge però
non è uguale per tutti. Si proprio così! E fa figli e figliastri!
Durante il corso
infatti veniva promulgato un altro decreto legislativo che dava la possibilità
agli Assistenti Capo di accedere alla qualifica dei Sovrintendenti senza
effettuare il concorso, o meglio un concorso per soli titoli (ma come? E la
cultura generale? E alcantara?). Non solo, ma la decorrenza giuridica dei nuovi
Vice Sovrintendenti è quella del 1 gennaio dell’anno successivo alla
pubblicazione della vacanza dei posti da ricoprire.
Alla fine
dell’anno 2000 viene pubblicata la vacanza dei posti per la qualifica dei
Sovrintendenti e nella mia sede di servizio risulta addirittura che ne mancano
15 di posti. Come 15!
Allora perché devo andare a 530 km quando
nella mia provincia mancano 15 posti (addirittura sembra che non ci sono tanti
Assistenti Capo per coprire tutti i posti vacanti). Incredibile ma vero!
Ma c’è di più!
Oggi 22 marzo 2004 finalmente partono per frequentare il corso alcuni degli
Assistenti Capo (Finalmente dico! Visto che ci hanno promesso che appena
finiscono il corso io posso ritornare in sede. Beh!, che dire dopo tre anni!
Già sono tre anni più il corso! Speriamo sia vero di poter tornare!), ma in
realtà loro sono già Vice Sovrintendenti,
dal 1 gennaio 2001, quindi prima di me. Infatti io ho la decorrenza
nell’attuale qualifica dal 8 maggio 2001 e loro (secondo legge) quando
finiranno il corso saranno davanti a me in graduatoria. Incredibile!
Non solo! I
sindacalisti di tutti gli schieramenti ora si sono mobilitati per alleviare i
disagi agli Assistenti Capo, chiedendo di salvaguardare la sede di servizio e
di abbreviare la durata del corso di formazione. Infatti dei 4 mesi di corso
previsti, ne effettueranno solo la metà presso le scuole (forse anche meno) ed
il resto presso gli uffici di appartenenza. Sembra addirittura che le sedi
saranno sicuramente salvaguardate a tutti, anche a quelli che come me sono
fuori graduatoria.
Un’altra notizia
che circola è che forse sarà varato un decreto legge che farà decorrere la
qualifica di questi nuovi Vice Sovrintendenti dal 9 maggio 2001, cioè un giorno
dopo di noi!
Quindi per me
diventare Sovrintendente significa che devono passare 7 anni dalla fine del
corso, mentre per questi nuovi colleghi solo la metà e sicuramente qualcuno
anche meno!
Allora questo
come lo chiamate se non discriminazione, figli e figliastri o quant’altro?
E poi i miei tre
anni a 530 km dalla famiglia, dalle figlie che sono cresciute senza la presenza del padre? Cosa racconterò
loro quando scopriranno tutto questo?
E a mia moglie
cosa dirò? Dopo tutto quello che ha dovuto sopportare in questi anni? Cosa dirò
che è tutta colpa della mia cultura?
Vi prego di suggerirmi qualche scusa plausibile (quelle spontanee già me le sono date da solo!) Le potete anche mandare al mio indirizzo e-mail claudio.tarulli@virgilio.it .
Grazie per la
pazienza (per chi è arrivato a legger fino a qui) e scusate lo sfogo.
Claudio
Tarulli