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 Il  21.11 mattina  ho avuto un colloquio telefonico con la D.ssa Minieri.

Era chiaramente amareggiata per l’esito del ricorso ma anche agguerrita e battagliera con propositi ben auguranti per l’appello.

Ovviamente il contenuto della telefonata è stato incentrato quasi esclusivamente sulla sentenza del TAR Lazio sul ricorso da Lei patrocinato per il 15° corso Sov. e sulle azioni legali da intraprendere nell’immediato futuro.

Le considerazioni emerse:

·        In primis, che le motivazioni addotte per il rigetto del ricorso sono apparse troppo semplicistiche, generiche, esclusivamente agganciate alla sentenza della Corte Costituzionale n. 63/1998 (l’ampia discrezionalità della P.A., la scelta discrezionale di politica legislativa non manifestamente arbitraria né irrazionale che non esorbita dall’oggetto, dai criteri e dai principi direttivi della delega legislativa…..l’apprezzabile finalità di evitare che eventuali ritardi dell’amministrazione nell’espletare le procedure concorsuali già indette possano influire sfavorevolmente sulla progressione di carriera dei dipendenti interessati e non contrasta con i precetti costituzionali dei ricorrenti, ecc., ….bla, bla” ). Un ottimo alibi per non sviscerare più approfonditamente la questione. Sentenza pilatesca.

·        Dato che il ricorso del 16° non è stato riunito con quello del 15°, per il prosieguo si cercherà di estendere le motivazioni già addotte con quelle (diverse) del recente riordino 2001, ex D.Lgs. 53/2001, in sinergia con gli altri due studi legali investiti della pratica; ciò mira ad aumentare ulteriormente il numero degli aderenti per avere un impatto maggiore.

·        Anziché ricorrere al Consiglio di Stato avverso la sentenza su citata, si esploreranno strade “europee” – verosimilmente meno impelagate di quelle autoctone -, sempre di concerto con gli altri legali, al fine di riunire TUTTE le nostre forze e così sfondare il muro di indifferenza politico e l’ostracismo delle OO.SS. che, subdolo, cova sotto le chiacchiere di circostanza e la demagogia procacciatrice di tessere. E’ indubbio infatti che i fatti non seguono ai proclami di certi personaggi. Se ciò fosse non credo che sarebbe così difficile ottenere colloqui con sottosegretari politici per discutere temi già toccati dalle menti illuminate che ci adulano. E nemmeno che non esca fuori uno straccio di proposta. Agli atti esiste soltanto la nostra ed anche l’ufficio legislativo di AN ne ha riconosciuto il valore, seppur modificabile.

 

Nella serata ho avuto un colloquio telefonico con l’Avv. Parente a quale ho chiesto espressamente di accelerare i tempi per proposizione del ricorso, di accondiscendere alle richieste della D.ssa Minieri circa una sinergia per l’opposizione alla Corte Europea di Strasburgo e di cominciare a preparare la richiesta di risarcimento danni morali e non  da presentare al  Ministero non appena sarà bandito il concorso per il 18° A.V.S.

Ho chiesto anche di verificare la possibilità di accorpare da subito il ricorso con quello già presentato dallo studio dell’Avv. Sanino, previa intesa con quest’ultimo, e all’uopo, tramite Rossi Armando del gruppo Sovritalia, ho fornito il n. di iscrizione a ruolo presso il TAR Lazio.

Se, come spero, riusciremo a coalizzarci tutti, grazie anche al progetto di costituire gruppi diversi distribuiti sul territorio nazionale ed in collegamento tra di loro tramite la rete e le singole conoscenze, potremo cominciare ad organizzare una nuova e più dura manifestazione di protesta contro le Istituzioni politiche che solo a chiacchiere, finora, ci sono state vicino.

“Pacta servanda sunt” diceva un collega a proposito delle promesse elargite a febbraio quando eravamo in piazza.

E’ ora che, senza più giri di parole, ricordiamo i patti da rispettare, gli impegni presi nei ns confronti e, soprattutto, che ci vengano resi noti gli strumenti giuridici che dovranno essere utilizzati per sanare la disparità di trattamento due volte riservataci, con quali tempi, con quali vantaggi economici e di carriera (peraltro abbondantemente suggeriti con precisi e dettagliati riferimenti normativi e con il conforto della supervisione di legali, costituzionalisti e delle reali aspettative del personale dipendente).

Questi quesiti, ancorché posti alle persone deputate ad interpretarli e risolverli, non hanno ottenuto risposta alcuna, e chi era presente il 9 ottobre sa a cosa mi riferisco.

E’ importantissimo che catalizziamo le forze con la costituzione dei gruppi a carattere almeno regionale e che fin d’ora cominciamo a pensare all’eventualità di una nuova manifestazione.

Infatti, se politicamente non riusciremo ad ottenere CON QUESTA FINANZIARIA quanto ci aspettiamo, dovremo attivarci per creare quel casino tale da far assurgere agli onori della cronaca la nostra personalissima questione.

Con la provocatoria richiesta di risarcimento danni, i ricorsi (avallati da costituzionalisti di spessore internazionale) al TAR ed alla Corte Europea e l’eventuale manifestazione (alla quale dovremo essere molti di più dei 700-800 dello scorso febbraio) dovremo farci ricordare per i prossimi venti anni almeno.

Ancora due cose.

1.      Ad oggi continuo a conoscere colleghi che non hanno ancora capito la differenza tra il ricorso del 15° e 16° e quello proponendo con gli studi Sanino e Parente.  Lo ripeto e lo ripeterò fino alla nausea: le  motivazioni (leggere e divulgare l’omonimo file sul sito) sono completamente diverse; non sono scaturite dal riordino del 1995 (come la sentenza sul ricorso della D.ssa Minieri rammenta) ma traggono spunto dall’ultimo riordino (D. Lgs. 53/2001) ed hanno il supporto di diverse sentenze (per noi favorevoli) della Corte Costituzionale e del parere illustre di un esimio costituzionalista.

2.      L’appuntamento del prossimo 17 marzo, il Meeting di Sovritalia, potrà essere l’occasione per suggellare tra di noi una intesa capace di radicarsi nel tempo, anche oltre l’attuale questione, magari tramite la costituzione di una Associazione che possa gestire tutti gli sviluppi, legali e non, del riordino futuro. Pensiamoci tutti.

Quello che ancora manca, purtroppo, è la rabbia e la convinzione di una numerosa parte di noi.

Ma la strada è ancora tanto lunga.

Alle prossime.

Saluti

Mauro Treglia

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